11/27/2020

Svelato il mistero della pandemia? Chiarezza della drssa Dondini sulla inutilità dei tamponi e sulla erronea terapia praticata. A chi giova tutto questo?
Ecco un’altra prova che con il corona virus la sanità mondiale è andata nel pallone nel migliore dei casi o ha fatto bingo se si pensa che “ il grande fratello” formato dai più influenti personaggi che detengono il potere nel globo terracqueo abbia ordito un furbo complotto sanitario per guadagnare trilioni di dollari sulla pelle di miliardi di persone inconsapevoli. Forse non sarà così allucinante la situazione, e il pensarlo, sarà un male, ma a volte ci si azzecca (metafora andreottiana). Il mondo si divide tra coloro che credono in buona fede sull’esistenza di un virus che viaggia in lungo e in largo contagiando la popolazione e chi pensa che i virus non esistano e siano solo un pretesto per fare business. Gli interessi sulla farmacologia sono enormi e questo non piace a coloro che vedono la medicina come una missione, ma il problema è più complesso e non solo economico, bensì soprattutto etico perché non è lecito ad un governo, limitare le libertà di un popolo a causa di un voluto equivoco sulla veridicità della pandemia.
Voglio raccontare di una onesta dottoressa con 30 anni di esperienza che candidamente non comprende perché le autorità gli abbiano imposto di non curare coloro che sono sospettati di essere contagiati e di trasmetterli all’autorità sanitaria che li prenderà in carico, lasciandoli per settimane senza cure adeguate, aspettando il peggioramento che giustifichi il ricovero in ospedale e magari in terapia intensiva dove il paziente sarà trattato con metodologie tanto invasive quanto inappropriate che in molti casi lo porteranno a morte, nonostante le premurose cure degli eroici e inconsapevoli sanitari che devono applicare i protocolli sanitari voluti da chi è sopra di loro nell’ambito della ricerca.
Se i fatti sono questi, sarebbe opportuno che una procura coraggiosa indagasse sulla veridicità della supposta pandemia e sul procurato allarme che ne consegue. Se la magistratura non si muove, dovrebbero attivarsi le associazioni dei parenti dei morti di covid, battendosi per la verità con un pool di avvocati con le palle per una doverosa indagine che possa portare ad una class action che ponga fine a questo orrendo modo di “trattare” la popolazione, con particolare riguardo ai malati che se fossero lasciati in mano dei loro medici curanti che da sempre affrontano le insufficienze respiratorie conseguenti alle polmoniti di vario tipo, la maggioranza di loro, sarebbe guarita senza coinvolgere col terrorismo mediatico l’intera popolazione di un paese, le istituzioni inidonee alla complessità del problema e un’intera economia arrivata al collasso e che rischia di chiudere i battenti di milioni di aziende per sempre, facendo sprofondare il paese nella povertà più colpevole e avvilente.
Cercate di ascoltare e capire tra le righe il messaggio di una dottoressa intervistata da Radio Radio:
Ecco l’intervista della dr.ssa Dondini . Troverete anche il video sulla pagina di facebook

1500 mutuati: né un morto, né un ricovero in terapia intensiva per la Dottoressa Maria Grazia Dondini, Medico di Medicina Generale a Monterenzio, in provincia di Bologna. Un bilancio ottimale le cui spiegazioni possono essere molteplici: bravura, preparazione. Tutto però comincia a cambiare dal 22 febbraio 2020, data nella quale in Gazzetta Ufficiale vengono promulgate dal Ministero le nuove linee guida per fronteggiare l’emergenza coronavirus che di lì a poco avrebbe sconvolto Codogno, la Lombardia, e in seguito l’intera penisola.
Il 22 febbraio è la data in cui il problema coronavirus inizia quindi ad esistere per il Governo, ma SarsCov2 si trovava in Italia da molto più tempo, e con ogni probabilità fino a quel momento era stato trattato dai medici di territorio, quelli che in seguito alle nuove direttive sono stati totalmente accantonati per far spazio ai ricoveri ospedalieri e alle terapie intensive.
Ecco perché, come ha spiegato a ‘Un Giorno speciale’, Maria Grazia Dondini non c’è stata: ha continuato a sentire e a curare i suoi pazienti nonostante le regole “non lo vietassero“, ma di fatto lo disincentivavano.
Preoccupazione, perspicacia e una certa dose di sfiducia nelle nuove regole del Governo hanno spinto la dottoressa a questa “ribellione”, anche perché come riferisce a Fabio Duranti e Francesco Vergovich, le nuove disposizioni “non andavano verso la tutela della salute, ma contro“.
Ecco l’intervista ai nostri microfoni.
“Forme febbrili accompagnate da una sintomatologia respiratoria le vedevamo già da prima di quel 22 febbraio . Da un certo momento in poi abbiamo dovuto dimenticare quello che avevamo fatto fino a quel momento perché trattandosi di un nuovo coronavirus la cui origine non era conosciuta e la cui terapia era inesistente, dovevamo fare denuncia di malattia infettiva al Dipartimento di Sanità Pubblica che prendeva in carico il paziente con una sorveglianza domiciliare, cioè il paziente doveva rimanere a casa fino al momento in cui l’insufficienza respiratoria non fosse stata tale per cui si doveva poi andare in ospedale.
Nell’ordinanza era scritto che doveva essere disincentivato l’accesso dei pazienti agli ambulatori di medicina generale, nei pronto soccorso e, in caso di sintomatologia respiratoria (che veniva ricondotta obbligatoriamente al coronavirus), i pazienti dovevano stare a casa loro isolati.
E’ chiaro che il Ministero non ha vietato la visita domiciliare, ma noi potevamo vedere i pazienti a domicilio, purché avessimo indossato la mascherina FFP2 che non c’era: la ASL mi ha fornito la prima mascherina il 30 di marzo.
Se i pazienti sono poi peggiorati? Certo. Non tutti perché poi ci sono forme febbrili che si vedono tutti gli anni che si risolvono spontaneamente. Il problema erano le complicanze: sono le infezioni batteriche che creano poi problemi e sono varie.
Ad un certo punto siccome si partiva dal presupposto che ci trovassimo di fronte ad una polmonite interstiziale, addirittura mi è arrivata una comunicazione dalla Regione in cui ci si diceva “non mandate i pazienti a fare la radiografia del torace, perché non è diagnostica per polmonite interstiziale”. Cioè se il medico aveva un sospetto diagnostico per esempio per una polmonite alveolare, non aveva la possibilità di una conferma diagnostica mandando il paziente a fare la lastra.
Sono state messe in atto procedure che sicuramente non hanno giovato alla salute dei pazienti.
Passavano 7-10 giorni prima che la situazione non fosse tale da richiedere il ricovero ospedaliero. I pazienti telefonavano al 118, gli chiedevano come stavano e se avevano un po’ d’affaticamento si rispondeva “aspettiamo ancora un po’”.
In coscienza io mi sono sentita di andarli a vedere questi pazienti: c’è un rapporto di fiducia. I risultati sono stati che – io ho 1500 assistiti – non ho avuto un decesso e nessuno è entrato in terapia intensiva.
Non sono la sola, anche una mia collega di Bergamo ha avuto gli stessi risultati.
https://www.radioradio.it/2020/11/regole-ministero-sbagliate-covid-pazienteterapia-intensiva-denuncia-dondini-coronavirus/

Ovviamente la dottoressa sarà redarguita, forse punita per non aver adottato i protocolli di cura che non solo non guariscono, ma che sono probabilmente essi stessi una delle cause che provocano conseguenze gravissime che la dottoressa associa al virus, ma che chi come me osserva le malefatte della medicina da decenni, considera deleteri in tutte le patologie dove sono adottati. Non credo si possa tollerare ancora questo strapotere che provoca dolore e morte impunemente. Inoltre, è imperativo arrivare alla libertà di cura in modo da preservare quei medici che sono stanchi di non poter curare e guarire i propri pazienti dovendo adottare delle metodiche invasive protette dalle leggi vigenti che dovranno essere prima abrogate e poi riformulate. Tutti dovremmo attivarci, nel proprio ambito, per difendere quei medici come la dottoressa Dondini e tanti altri che con coraggio e professionalità, si oppongono alla falsità e alla pericolosità di certe terapie ufficiali imposte.

09/08/2020

Tra chi è contro e chi è pro, accuse decennali di strabismo scientifico, dove la gran parte della scienza medica, contesta ai detrattori scarsa o nulla scientificità in chi non è d’accordo con la tesi ufficiale che, badate bene, bolla di ascientificità anche fior di studiosi e scienziati che contestano la validità degli assunti ufficiali. Non basta per essere credibili appartenere alla cosiddetta comunità scientifica che non sempre ha avuto ragione in passato e che maschera anche gli insuccessi con motivazioni che negano il pensiero divergente anche di coloro che appartengono alla loro comunità che sono sempre estromessi anche con infamia, subendo l’ostracismo più becero per indurre i transfughi del “pensiero unico”. a più miti consigli. Invece di discutere e verificare il pensiero diverso, si preferisce distruggere la carriera di colui che non è d’accordo. Simile metodologia, sarebbe più accettabile in un regime come la ex urss, piuttosto che in un consesso di scienziati che dovrebbero avere una sana curiosità sulle tesi avverse.
Cosa ci sia di scientifico nella ricerca medica, verrebbe da chiederlo a chi cavalca questa “certezza” che di certo non ha nulla, se non la pericolosità dei protocolli medici che lungi dal prevenire delle patologie, colpiscono dei sintomi o dei germi con una farmacologia dichiaratamente sintomatica che MAI cura e guarisce, ma tutt’alpiù sopisce dei sintomi, fatto gravissimo perchè induce il medico a credere di aver fatto centro, a prescindere se nel frattempo, la patologia non curata nelle sue cause, riesce a danneggiare altri tessuti che saranno trattati a loro volta con altri farmaci. Il medico di base, anch’egli una vittima di questo sistema, non è stato preparato dai suoi studi a collegare l’attività pericolosa della chimica di sintesi che trattato un sintomo, con i suoi danni collaterali, ne provoca degli altri. D’altro canto, il malato che vede attenuarsi un sintomo, non collega le nuove patologie nè al farmaco assunto, nè all’interazione di questo con altra chimica assunta a dovizia per le varie cause che colpiscono la gente nel corso di una vita di triboli trascorsa tra un ambulatorio medico ed un centro di analisi se non direttamente in ospedale dove finiamo tutti, prima o poi. Se avete tempo e voglia, analizzate le tabelle di mortalità dell’ISTAT e vi renderete edotti, forse con meraviglia che ogni anno, solo in Italia, muoiono circa 620000 persone(1600 al giorno ), per lo più anziane, per cause di malattia. E veniamo al fatto:
Trovato il sito di un’organizzazione scientifica dal nome promettente “OGGI SCIENZA”ho voluto interloquire nel peregrino tentativo di allertare gli scienziati che vi lavorano, sull’anacronistica credenza che se una teoria proviene dall’ambito scientifico più accreditato, è verità assodata e indiscutibile. Eppure sanno che non c’è una teoria medica che resista al vaglio del tempo e che gli ospedali e i cimiteri sono zeppi di povera gente che le teorie scientifiche e i protocolli hanno portato prima dal chirurgo e poi al camposanto prematuramente.
Pur sapendo che questo testo, non sarà letto da nessuno, ho voluto compiere il mio dovere ancora una volta ed ho commentato un loro post con tutta la comprensione di cui sono capace, non tanto per modificare il loro pensiero immutabile, ma per allertare voi lettori sulla pericolosità di una cultura medica che adotta il cannone per colpire un batterio, senza interessarsi alla cause primarie che provocano le patologie, forse per non essere indotti a conoscere e a praticare una vera prevenzione primaria che renderebbe inutile il lavoro di centinaia di migliaia di addetti sanitari e ricercatori, ancora chinati sul microscopio, magari ala ricerca di un vaccino per il cancro…

Il mio commento a Oggi Scienza.

ottantenne, sono decisamente contrario alla vaccinazione in generale, tanto più se obbligatoria, non per scelta ideologica, bensì per la convinzione che il corpo umano, meraviglioso ineguagliabile laboratorio chimico, non abbisogni di molecole chimiche esogene per funzionare bene, a lungo ed in buona salute. Sono convinto che la vaccinazione non abbia un senso neppure in una comunità arretrata dove la vita media sia molto bassa a causa di sporcizia e di alimentazione non sufficiente e/o mancante di elementi nutritivi essenziali, ma nei nostri paesi civilizzati, gli alimenti ci sono in abbondanza, tanto è vero che provocano iperalimentazione, con conseguente inaccettabile obesità, preludio di gravi patologie. Ma le conseguenze peggiori che ammalano l’intera popolazione mondiale, dipendono per un’elevata percentuale, nella cattiva quantità e qualità degli alimenti , per la loro processazione, per errata combinazione, per la presenza di numerose sostanze chimiche immesse nei cibi, per la chimica immessa negli animali e nei vegetali con cui ci nutriamo, e infine, per l’interazione chimica di tutte le molecole di sintesi chimica formanti composti indesiderabili che rendono impossibile la digestione dei cibi e la loro utilizzazione ai fini energetici, anche se, per tranquillizzarci, i produttori adottano le linee guida sui singoli elementi, senza tener conto della sommatoria pericolosa di tali molecole.
La specie umana non necessità di cocktail chimici e tanto meno di vaccinazioni, purchè si attui una seria prevenzione primaria che fortifichi l’uomo fin dall’infanzia, proteggendo , anzi esaltando le sue difese immunitarie che la madre accorta e consapevole, gli ha dato con il suo latte e con il suo amore materno.
Mi spiace che invece di percorrere questa strada, ragionevole e sicura, si seguiti a seguire una prevenzione secondaria con pericolose sostanze chimiche sintomatiche (farmaci) cui si aggiungono le vaccinazioni che, forse non produrranno l’autismo, ma che è ragionevole supporre, siano una pericolosa concausa all’indebolimento e all’avvelenamento del tessuto umano. Non credo nel complottismo, ma se le mie non sono farneticazioni senili, auspico che OGGI SCIENZA e tutti coloro che credono nella verità, si facciano promotori di un seria analisi critica sull’uso e sull’abuso indiscriminato della chimica alimentare e farmacologica, fatto meritorio che potrebbe portare ad un uso più consapevole della chimica nell’ambiente che si mostra sempre più ostile.

05/25/2020

Il doloroso teatrino generato dal microscopico germe (che non ha alcuna colpa), sta rovinando letteralmente l’economia del nostro paese e non solo. Nel poco lodevole tentativo di arginare l’epidemia, la medicina, con l’avallo dell’inconsapevole apparato statale, parte al solito con il piede sbagliato e indirizza la sua battaglia su un essere microscopico che è il prodotto di stili di vita erronei e non la causa di malattia. Io non vanto titoli per affermare ciò che ho scritto nei miei saggi, ma mi pare sufficiente l’esperienza data dalla mia vetusta età, unita al buon senso e ad un pizzico di voglia di conoscere per non concordare con l’ennesima bufala imposta dal sistema sanitario che reagisce scompostamente ad ogni pseudo epidemia con modalità concepibili in un paese del terzo mondo dove il dittatore di turno, ha potere di vita e di morte sui sudditi e dove le elementari libertà democratiche vengono disattese senza che nessuno possa dissentire, rischiando la segregazione, la totale mancanza di libertà di movimento, l’impossibilità di avere rapporti di vicinanza anche con il proprio marito o moglie. E’ ciò che i nostri responsabili governativi, su suggerimento del ministero di sanità, ci ha imposto da Febbraio. Norme così gravemente restrittive, non sono state discusse fino allo sfinimento da un parlamento che, appurato un grave pericolo di vita per milioni dei suoi cittadini, decide delle regole di comportamento restrittive per il bene della collettività. Niente di tutto ciò !!!
Il governo in carica, attraverso quotidiane esternazioni e decreti incomprensibili e cervellotici, ha imprigionato 60 milioni di cittadini per il sopravvalutato rischio pandemico di un microrganismo uguale e non peggiore di tanti suoi confratelli che albergano ovunque nel nostro corpo e nell’ambiente, soprattutto dove si ospitano persone anziane e malati gravi di cui muoiono ogni anno ben 600000 persone.
Il terrorismo mediatico, ha fatto da cassa di risonanza alle affermazioni della scienza medica che ha affrontato in pochi mesi, migliaia di cittadini impauriti che hanno invaso le strutture ospedaliere e i pronto soccorso, colà inviati dalla classe medica che senza preparazione, ha reagito scompostamente come del resto la classe politica e le varie organizzazioni di volontariato che hanno allestito ospedali da campo e ricoveri attrezzati per gli esami medici e per le terapie da prestarsi a milioni di persone per quello che pareva un apocalittico morbo di cui tutti potevano essere infettati e morire di soffocamento. La prudenza non è mai troppa dirà qualcuno che nutre ancora fiducia in questa medicina sintomatica, non curativa e costosissima.
Se però riflettiamo , comprendiamo che aver tolte le libertà individuali e collettive per 3 mesi e aver fermato l’industria,i commerci, le scuole, i trasporti e aver preparato il paese ad un’economia di guerra, i cui costi, indebitandoci, rallegreranno i nostri pronipoti, perché i debiti si possono fare per migliorare le condizioni di vita, non per togliere la libertà e l’aria ad un popolo intero.
La diatriba sulla responsabilità dei virus è veccha, conosciuta e speciosa.
L’intera società mondiale di naturopatia, grazie a migliaia di ricercatori, si batte da decenni inascoltata perché non protetta da lobby potentissime, per diffondere la verità elementare che è alla base dell’esistenza di un virus.
Come ebbe a dire Pasteur in punta di morte,” il germe non è nulla…il terreno è tutto.” Intendeva dire che il germe non è la causa di malattia, ma in talune condizioni ne è la conseguenza di stati infiammatori che trattati dalla medicina e quindi non eradicati, evolvono degenerando i tessuti che dopo anni di trattamenti e di cattivi stili di vita, hanno distrutto tutte le difese del corpo umano che sarà preda di tutti quei virus che albergano dentro e fuori di noi. Ovviamente le prime vittime saranno quelle persone anziane compromesse da gravi patologie multiple per le quali, non un temibile virus, ma un semplice raffreddore è sufficiente per stroncare le loro dolorose vite. A causa dell’alta concentrazione virale, anche gli operatori sanitari che lavorano negli ospedali e nelle case di riposo, sono in pericolo di contaminazione, soprattutto se non dispongono di valide difese immunitarie, troppe volte compromesse dai vaccini che questi lavoratori debbono assumere obbligatoriamente.
Questo è accaduto! Come in una guerra e nella conseguente condizione di sporcizia, di fame, di morte, si sono sviluppate sempre delle epidemie, così le condizioni di malati gravi che convivono in ambienti angusti tristi dove l’aria è pregna di microrganismi patogeni di tutte o quasi le malattie esistenti, la malattia e la morte non sono che la logica conclusione di errate condizioni in cui si tengono i malati, facilitando l’opera di un virus che si approfitta del corpo degradato per svilupparsi e proliferare.
La pandemi, ci priva di alcune migliaia di persone anziane già gravemente malate e che dispongono di un terreno corporeo talmente compromesso da consentire ai germi o ai batteri presenti ovunque di proliferare e di alterare il mirabile equilibrio in cui si trovano nello stato di salute. Ciò che altera l’equilibrio nel nostro corpo, origina sempre dalle cattive digestioni dei cibi spazzatura che intossicano le nostre cellule attraverso un sangue alterato da sostanze senza vita(anti bios)e dalla chimica respirata nell’aria, mangiata con i cibi, bevuta con le bevande, assunta con i medicinali e autoprodotta da atti e pensieri contrari alla fisiologia del corpo e della nostra psiche.
Tutto il caos odierno che sopportiamo come in trance, e che distrae dai reali problemi le popolazioni interessate, è il prodotto dell’ignoranza e dalla sete di guadagno di coloro che sanno di distruggere intere comunità, ma che senza pudore alcuno, non lasceranno mai la pingue mammella del virus che consente immensi guadagni agli affaristi senza scrupoli, il tutto, amplificato con la grancassa dei media, seguiti dai politici cui non par vero di argomentare solo del virus e non della loro inutile poltrona.
Chi volesse approfondire, potrebbe guardarsi il sito di Medinat dove un grande medico si esprime con chiarezza sulla teoria del germe che è sempre pericolosamente attuale e che ho esposto con chiarezza nei miei saggi scritti alcuni anni orsono, ma sempre più attuali.
Non ne usciremo tanto presto perchè gli appetiti mossi dal virus, non consentono di osservare il problema con un’ottica diversa che tenga conto della fisiologia umana e solo dopo aver prodotto un altro vaccino, ci consentiranno di riprendere una vita sub-normale da dove ripartiremo per lavorare alcuni decenni solo per pagare il grosso debito voluto per arginare la bufala del virus.
Se la testa non è un’inutile fardello, vediamo di usarla per capire…

05/25/2020

Oggi Giorgio ha 80 anni e per trenta è stato diabetico di tipo 2. Nel 2003, una retinopatia ha ridotto la sua capacità visiva, senza impedirgli di svolgere il suo lavoro di agente di commercio,con la sua automobile, senza problemi, né di giorno, né di notte, se si eccettua un leggero abbassamento visivo all’occhio destro che il centro antidiabetico, cui si era rivolto, nonostante i dubbi del paziente, vorrà operare con il laser sei mesi dopo. Non è chiaro, se a causa delle sostanze chimiche immesse nei suoi occhi alle quali risulterà allergico o per l’intervento con il laser effettuato senza preventivi esami, ma dal giorno dell’intervento, ha subito l’accecamento immediato dell’occhio destro operato e un abbassamento visivo al sinistro, fatto per cui, da allora, è invalido al 100% Da quel giorno è divenuto ipo-vedente con un residuo di un ventesimo all’occhio sinistro, fatto che lo obbligherà a lasciare una soddisfacente vita di relazione e il suo redditizio lavoro e che obbligherà sua moglie ad accudirlo come fosse un bambino. Giorgio cercherà di ottenere un’ammissione di responsabilità dall’ospedale che sarà sempre negata e dopo alcuni anni di sacrifici e di ricerche, troverà, fuori dal Veneto, un avvocato ed un medico legale che proveranno ad ottenere giustizia per il tardivo e poco opportuno intervento che lo ha letteralmente rovinato, fisicamente, moralmente ed economicamente. Se ciò non bastasse, il perito del tribunale, poco fortunato nell’aspetto,con evidente ostilità verso un vegano pieno di salute e dal peso forma invidiabile, non gli consentirà spiegazioni e con un atteggiamento ostativo, redigerà una perizia anomala, incompleta e falsata da considerazioni lesive che invierà al giudice, il quale, senza alcuna critica sulle evidenti incongruenze della relazione, sposerà in toto l’opinione del perito, evidentemente ostile a Giorgio, in quanto cultore delle terapie naturali, con le quali riuscirà, tra l’altro, a fermare tutte le conseguenze del diabete che oramai facevano capolino con tutta la loro invasiva pericolosità. Oltre a non aver tenuto conto della mancanza del consenso informato e della contemporaneità tra l’intervento e la cecità provocata, il giudice ha creduto bene di ridurre stranamente il numero dei capitoli presentati dalla difesa e dei testimoni favorevoli a Giorgio che avrebbero potuto facilmente provare il subitaneo accecamento. Nonostante ciò che ha subito, nutrendo un’incrollabile fiducia nella magistratura, proporrà appello nella speranza che in tale sede, si farà sicuramente giustizia di terapie inappropriate perché dannose e di una sentenza ingiusta, con cui in molti casi simili si coprono gli errori di una sanità che causa con faciloneria dei danni gravissimi, senza mai pagare perché impunibile.

Purtroppo, anche in appello, il giudice ha avallato la sentenza di primo grado e forse per mostrare condiscendenza verso una persona anziana non curata e ridotta all’invalidità dalla medicina, gli ha concesso un “pour boire” , liquidandogli una esigua somma a stralcio che, non non ha coperto neppure le spese vive sostenute, senza riconoscere i danni conseguenti e inerenti patiti.
Giorgio avrebbe potuto adire alla cassazione e successivamente alla corte europea, ma avrebbe dovuto indebitarsi per le ulteriori spese di giudizio, senza avere la certezza che in cassazione volessero stravolgere dei giudizi manifestamente ingiusti, dove la contemporaneità dell’operazione con la cecità, la mancanza del consenso informato, l’esclusione delle testimonianze, e tante altre prove, non sono state considerate.
Si sente parlare da anni di una giustizia a senso unico, o politicizzata, o poco attenta laddove ci si possa scottare, ma il danno arrecato a Giorgio dalla sanità che non conosce le cause del diabete e tutt’ora trova più conveniente e lecito “trattare” il paziente con sostanze si sintesi chimica, portandolo a morte sicura dopo alcuni anni, per le gravi conseguenze di tale malattia che sono, è utile ricordarlo, di ordine cardiocircolatorio che investono gli occhi, le reni, i vasi sanguigni e tutti gli organi che ricevono del sangue contenente eccessive dosi di zuccheri.
Cari lettori, se avete contratto una qualsiasi malattia grave come il diabete, non sperate nella sanità che non cura e si limita a “trattare” con la farmacologia sintomatica, portandovi lentamente alle estreme conseguenze a spese vostre e dei vostri cari che vi devono seguire.
Vi invito a riflettere sulla mia esperienza che è paradigmatica di un sistema intoccabile molto potente che si accinge a prepararvi il vaccino antivirus che sarà il solito flop perchè senza fortificare le nostre difese immunitarie, noi saremo sempre preda di qualche microrganismo che quando trova il terreno fertile si sviluppa e ci può portare anche ad una morte prematura e dolorosa.
Basta paraocchi!

05/22/2020

Sono molto preoccupato! Non tanto per la pericolosità della presente pandemia, bensì per le conseguenze che questa provoca senza controllo. Che questo accada è nell’ordine delle cose, come si sono esaurite le precedenti epidemie/pandemie, così cesserà anche questa, non senza portarsi appresso qualche milione di poveretti che, già compromessi nella salute da precedenti gravi patologie, non dispongono di valide difese immunitarie annichilite da precedenti malattie croniche/degenerative che la sanità pare incapace di prevenire e curare, nonostante i proibitivi costi che le regioni devono sopportare per la salute umana.
Anche i decreti emessi dalle istituzioni, dimostrano che le cause della pandemia non sono conosciute e che l’unica disordinata reazione è il puro tentativo di contenere il contagio.
Le conseguenze sull’economia saranno disastrose e l’umore della cittadinanza potrebbe provocare qualche reazione negativa sulla conduzione di una partita che ha di fatto tolto ogni libertà di movimento. Per farle un banale esempio, sono stato redarguito da un solerte volontario che non voleva che entrassi al supermercato con mia moglie, nonostante fossimo forniti di guanti e mascherina. All’uscita, il bravo volontario, mi ha ulteriormente ripreso perchè mi sono seduto in macchina vicino alla mia signora che deve guidare perchè io sono invalido e ottantenne. Non le pare che il divieto impostomi sia un tantino esagerato, dal momento che io e mia moglie siamo sempre vicini (a meno di un metro) da ben 57 anni e che quotidianamente usciamo a passeggio curando di non avvicinare nessuno nel rispetto di una prudenza elementare che oggi è doveroso osservare…
Ma non le scrivo per protestare di queste limitazioni non tutte intelligenti, bensì per informarla che sono dispiaciuto e meravigliato nel notare che la sanità nel suo complesso che tante benemerenze si merita per il quotidiano impegno di tanti bravi e coraggiosi operatori, non ha smesso di combattere germi, batteri e virus che affliggono l’uomo, con la farmacologia di sintesi dichiaratamente sintomatica che non solo non ottiene risultati sulla eradicazione selettiva dei poveri organismi, che non sono la causa bensì l’effetto delle patologie, ma silenziando i sintomi, accelera la degenerazione cellulare che senza un valido intervento risolutore, che la medicina trascura, porta i malcapitati dal chirurgo e poi al camposanto prematuramente.
Per farla breve, i virus albergano nei nostri tessuti a miliardi, senza provocare patologie, purchè atteggiamenti e comportamenti contrari alla sua fisiologia,non rompano il mirabile equilibrio che consente la vita e solo quando le nostre difese immunitarie cedono all’aggressione dei più virulenti
il corpo si ammala sino a morire. La ricerca mi lascia perplesso perche queste scarne affermazioni senza pretese, si trovano nei numerosi trattati di chimica e di biologia che ogni medico dovrebbe consultare, anzichè limitarsi a prescrivere pillole per la gloria di chi le produce e vende.
Il fatto che muoiano tanti anziani malati, (anche di corona virus), non assolve chi da decenni, segue delle teorie che gli stessi scopritori hanno disatteso come nel caso di Pasteur e Deschampe, solo per non alterare un sistema che basa le sue fortune, non sui risultati sulla salute, ma sulla credulità popolare nella scienza medica e sul businnes troppo appetitoso per informare le comunità sulla inderogabile necessità di modificare gli stili di vita per produrre, mantenere e migliorare le difese immunitarie tanto compromesse da attaccare esse stesse il corpo umano.
In data 1/10/17 le scrissi a proposito dei vaccini obbligatori, pericolosi per la salute dei bambini che non hanno alcun bisogno di assumere, essendo sufficiente anche per essi una vera prevenzione a tutto campo, da adottarsi con stili di vita soprattutto alimentare ma non solo, per risparmiare danni fisici e mentali e i costi collegati alle patologie evitabili se solo si provasse a riflettere. Interpelli anche con circospezione alcuni medici naturopati che potranno informarla con maggiore credibilità su quanto si può e si deve fare per modificare il sistema attuale dove anche molti operatori sanitari sono delle vittime di un sistema pericoloso e costoso.
Mi permetto di allegare anche la precedente mail che sarà probabilmente scomparsa nei ricordi di qualche solerte funzionario che avrà così creduto di difendere il suo presidente da un vecchio rompiscatole che tra l’altro ha avuto la balorda idea di combattere in solitaria e senza farmacologia il suo grave trentennale diabete e di riportare la sua esperienza in alcuni scritti che, non pubblicati da editori che contano anche ideologicamente, non avranno alcun successo.
Non dimentichi quante persone muoiono per le influenze cosiddette normali, senza che nessuno si stracci le vesti, dunque coraggio e allentare la stretta, consentendo all’economia di riprendersi in caso contrario la tragedia sarà duplice per la chiusura delle aziende, il licenziamento dei dipendenti e il probabile suicidi di tanti bravi imprenditori.
con osservanza e tanti auguri per il Suo delicato compito
Giorgio Chiodi

12/12/2018

Diabete e alimentazione intelligente
Cari amici
Sono oramai quasi 6 milioni le persone che consapevoli o meno, soffrono di diabete in Italia. Nel mondo sfiorano i 500milioni. La maggioranza di loro ha accettato “ob torto collo” la schiavitù dell’insulina, nella speranza di normalizzare la presenza di zuccheri nel sangue (glicemia) che, nonostante la buona volontà di diabetologi ed infermieri, nella sua subdola altalenanza, provocherà prima o poi le gravi complicanze di cui facilmente muore il diabetico. Anche se queste si presentano dopo 20/30 anni dall’insorgenza dei sintomi della malattia i cui effetti misurabili, sono la ipo e la iperglicemia, sono in grado di togliere la gioia di una vita di relazione a causa dei pericoli che incombono nei malati. Questi, sono obbligati a calibrare le dosi insuliniche senza riuscire a mantenere il livello zuccherino nei limiti accettabili a causa dei molteplici parametri, ipotizzati dalla ricerca medica, ma sconosciuti dal medico che deve lambiccarsi il cervello con numerosi calcoli ed esperimenti che il malato non comprende. Quindici anni or sono, quando ho compreso che il centro antidiabetico non possedeva la chiave per limitare i danni del mio diabete, evidenziati da numerose gravi complicanze sopraggiunte, ho dovuto interessarmi personalmente alle cause scatenanti di quella patologia (e non solo) ed ho scoperto che è possibile tenere la glicemia a livelli accettabili e forse anche guarire dalla incapacità del pancreas di aprire le porte allo zucchero nelle cellule deputate al suo consumo.
Lo studio del problema e i numerosi esperimenti che ho dovuto affrontare in solitaria, mi hanno aperto gli occhi anche su altre patologie che tutte o quasi, hanno origine dalla alimentazione spazzatura, dall’eccesso di calorie giornaliere e dalla conseguente cattiva digestione,il tutto aggravato da altre cattive abitudini . Ho allestito il diario quotidiano degli alimenti in una pagina excel del mio pc ed ho osservato come la glicemia sia sensibile alla quantità del cibo assunto, al tipo di alimento, all’orario di assunzione e, ovviamente, all’attività fisica e non meno importante, al livello del mio malumore nelle varie ore della giornata. Pertanto, la mia glicemia si alza se cado dalla bici,se supero le calorie che il mio corpo accetta, se i macronutrienti non sono in equilibrio e se mi arrabbio per le mille situazioni di disagio e di fastidio che si presentano tutti i giorni. E’ una questione di organizzazione della propria esistenza, dove, a causa di una vita spesa male, il corpo ti segnala che il meccanismo dell’insulina è fuori fase. Purtroppo, l’assunzione dell’ormone chimico, non solo non normalizza la glicemia, ma, inibendo la residua attività del pancreas, provoca l’altalenanza che i diabetici insulino-dipendenti accusano spaventandosi, soprattutto quando la glicemia raggiunge valori inferiori ai 50mmg/dl. O supera i 300.
A parte i casi sporadici in cui il diabete giovanile origina da una malformazione congenita, per la quale solo una chirurgia futura potrebbe risolvere il problema, tutti i casi dipendono dal funzionamento anomalo delle cellule del pancreas che producono poca o troppa insulina alla quale i tessuti diventano insulino-resistenti all’insulina medesima, che, permanendo a lungo nel sangue, porta alle conseguenze gravissime conosciute. Il meccanismo insulina-glucagone (antagonista dell’insulina) si inceppa sempre per quelle cause tra le quali in primis, l’alimentazione spazzatura,lo squilibrio dei macronutrienti, la mancanza di movimento e lo stress ossidativo cui sottoponiamo il nostro organismo per decenni. Al cibo eccessivo, poco equilibrato, addizionato e lavorato dall’industria, si sommano gli agenti inquinanti esogeni che intossicano il sangue e che troviamo in misura preoccupante nell’ecosistema avvelenato: nell’aria irrespirabile, nei liquidi imbevibili e nei terreni che producono foraggio avvelenato chimicamente di cui i poveri animali si nutrono intossicando le loro carni. La chimica di sintesi dei medicinali che assumiamo per decenni, completa l’opera distruttiva delle nostre cellule che dopo qualche anno di stress da avvelenamento si guastano impazzendo, dando vita a quelle infiammazioni che degenerando provocano obesità, diabete, cancro, alzhaimer, Parchinson ecc..ecc..
Se l’alimentazione spazzatura e la conseguente cattiva digestione, sono i fattori più deleteri per la buona salute, è appena evidente che si dovrà lavorare in questa direzione se si vuole vivere da sani una vita degna di essere vissuta.
La buona salute passa necessariamente per nuovi stili di vita rispettosi della fisiologia umana che molti autori della medicina naturopatica hanno descritto nei loro lavori e i malati (non solo di diabete) dovranno fare uno sforzo per conoscere la loro opera, senza aspettarsi che i loro risultati, siano perseguiti dal medico di base che, a prescindere dai risultati della sua medicina, si sente autorizzato dalla poderosa macchina tritatutto i cui protocolli godono della protezione delle vigenti leggi.
Se si riflette sull’aumento esponenziale delle malattie degenerative,sarà imperativo influenzare la politica che non dovrebbe proteggere acriticamente l’establishment medico, ma avrebbe il dovere di fare le pulci all’intero sistema sanitario e non solo sul costo di 4 siringhe…
Io, inascoltato come coloro che mi hanno preceduto in questa battaglia di verità, dopo aver esperimentato sulla mia pelle e su quella dei miei cari il valore di un cambio di vita in senso naturopatico, sono riuscito a vincere tutte le battaglie che ho riportato nei miei libri di cui vi consiglio una lettura attenta per salvare la vostra vita quella dei vostri cari, per acquisire la consapevolezza che la salute è nelle vostre mani e che nessuno, senza affrontare le cause primarie delle vostre malattie e senza adottare una vera prevenzione primaria, potrà salvarvi dall’evoluzione infausta che vi porterà a concludere l’esistenza mentalmente ritardati o, nei migliori dei casi su una sedia a rotelle o con una cannula in gola.
Provate a visitare in queste feste, un vostro amico o parente che si trova in quelle orribili condizioni e poi pensate che una medicina più attenta alla vera salute dei cittadini, avrebbe potuto risparmiare quei patimenti e quei costi correlati che superano i 150mld di euro l’anno solo in Italia.
Auguro ai malati di acquisire la consapevolezza sulle cause del loro stato e di iniziare dalla tavola quel percorso di salute che rende la vita un bene prezioso da preservare a tutti i costi.
Mi permetto di suggerire la lettura dei miei saggi che su richiesta, in pochi giorni, possono arrivare nelle vostre case in contrassegno:
-La fine di Luisa- che narra la storia di una donna indomita, morente a 71 anni e salvata dalla naturopatia.
-La vera prevenzione-che narra sulle cause primarie di malattia e suggerisce i rimedi.
-Vincere il diabete…si può- che espone le cause del mio diabete, sconfitto con una metodica inedita alla portata di tutti.

10/15/2018

“LE IENE” E IL CANCRO

Lettera alle IENE FAX 0225148915 Gent. Sig.ra Toffa Nadia Sono dispiaciuto per la sua grave malattia ma nel contempo anche meravigliato per la fiducia incrollabile sulla medicina e sulla ricerca scientifica che si ostina a fabbricare molecole chimiche per tentare di fermare le patologie, ignorando una naturopatia che da più di mezzo secolo insegna una prevenzione primaria e un cambio deciso negli stili di vita che previene e cura le patologie, eliminando gli agenti inquinanti capaci di provocare le infiammazioni dei tessuti che evolvendo negli anni, se non fermati, portano alla degenerazione cellulare. Non mi chieda perche la medicina ufficiale si pone dei seri limiti nell’individuazione delle cause di malattia e nell’adottare una vera prevenzione, perché questo è un compito che lascio volentieri ad un giornalismo di denuncia che da troppo tempo volge il capo per non scottarsi sui temi sensibili della sanità. Lei, donna intelligente e giornalista d’attacco, ha la possibilità se non il diritto-dovere, di dimostrare i pericolosi limiti di questa medicina sintomatica e non curativa che costa all’erario 150mld di euro l’anno (a parte i collaterali) e che mantiene il trend delle patologie degenerative in costante ascesa. Sono convinto che lei, appurati i limiti della medicina che stà verificando sulla sua pelle, leggendo l’opera di alcuni scienziati naturopati, con l’aiuto di un bravo medico non tradizionale, potrebbe guarire dal suo male e denunciare il pauroso businnes che si alimenta di malattia e non di salute. Da anni scrivo inascoltato ai media per compiere il mio dovere di divulgazione per chi abbia il desiderio di conoscere e la volontà di applicare le semplici norme di buon senso di un igienismo che possono fermare il massacro. Sono conscio che la mia è una lotta persa, onerosa in termini di costi fisici ed economici e sicuramente inutile, ma non potrei esimermi dal combatterla per amore verso chi soffre e per amore di quella verità che non mi ha consentito di credere acriticamente a coloro che, anche inconsapevoli, non hanno interesse ad uscire dall’ortodossia medica per timore di nuocere alla propria carriera e/o per dover ammettere il fallimento terapeutico della ricerca scientifica medica e dei suoi protocolli. Siamo talmente assuefatti al disfacimento cellulare che la malattia è divenuta un fatto ineluttabile da subire o da combattere con le armi spuntate della chimica e della radiologia che pur fermando momentaneamente alcuni sintomi, non possono portare alla remissione se non viene praticata una decisa disintossicazione dell’organismo fermando gli agenti inquinanti che a partire dall’alimentazione hanno il potere di mantenere e nutrire il male. la medicina afferma di non considerare altre strade perchè non scientificamente testate!!!! Ma intanto la gente muore nella disperazione attendendo miracolose "cure" e progressi che non possono avere successo perchè nessuno pare interessato a rimuovere le cause vere e primarie delle patologie. Anche la storiella dei 5 anni che sarebbero sufficienti per gridare al miracolo della remissione, non ha senso logico perchè la degenerazione è molto lenta (a parte alcuni tumori)e pare che questo lasso di tempo, sia sufficiente ai fini statistici per annoverare il caso tra le guarigioni. L'unica possibilità di remissione, non dipende dalla chimica, bensì dal fermare quegli agenti che hanno provocato la degenerazione, anche ricorrendo a più digiuni. Non è facile trovare un bravo medico che voglia rischiare in un paese dove non esiste la libertà di cura che in tanti auspichiamo da decenni. In Italia basta poco per cadere sotto la mannaia di un giudice propenso a condannare  le terapie non ufficiali... Se mia moglie ottantenne, cui ho risparmiate alcune operazioni chirurgiche con la naturopatia,  avesse un cancro e fossi ancora in tempo, agirei così:

1) )Riduzione drastica delle calorie assunte giornalmente.2) disponibilità al digiuno terapeutico,se possibile.3)Riduzione o abbandono del proprio impegno di lavoro..4)Limitazione o meglio, sospensione di tutta la farmacologia chimica.5)Assunzione di alimenti vegani privilegiando il crudismo. 6)Vivere in arie buone ed ossigenate per pulire sangue e polmoni. 7)Attività fisica quotidiana, costante e leggera, in aria pulita. 8)Evitare le contrapposizioni di qualunque tipo e se credente, chiedere con convinzione l’aiuto del proprio Dio 9)Evitare i sanitari che, senza conoscere le cause del suo male, pretendono di farle perdere tempo prezioso con le loro “cure”. 10) Acquisire una conoscenza di medicina naturale leggendo Costacurta, Shelton, Campbel e mille altri che da decenni tentano inascoltati di fermare e modificare le teorie mediche cosiddette scientifiche che con una analisi sui veri risultati, potrebbero non sembrarle più tali…

Io non sono medico, ho quasi 80 anni e da trenta osservo i dubbi risultati della medicina per i quali ho scritto anche alle iene (senza risposta) Mi sono dovuto interessare “ob torto collo” di medicina, per salvare la vita di mia madre, per fermare la degenerazione di mia moglie e per la mia iperglicemia diabetica che prima di essere fermata,senza farmaci, ha fatto in tempo a rendermi semicieco, con il deleterio intervento di un ospedale con cui sono in causa.. Ho scritto le mie esperienze nei miei saggi che non hanno evidenza perché sono privo di “santi in paradiso” e per la complessità degli argomenti. Sono ovviamente disponibile a rendere conto di quanto affermo, unicamente nel tentativo di promuovere la libertà di cura, il risparmio dei soldi buttati e la consapevolezza dei malati che se vogliono vivere devono modificare i loro stili di vita, soprattutto alimentari e non solo.

Nella speranza di compiere il mio dovere nei confronti di chi soffre e senza alcun interesse economico, con gli auguri sinceri di un Buon Natale in famiglia, le invio gli auspici perchè trovi la forza d’interessarsi personalmente del problema cancro per potersi salvare ed essere d’aiuto alle altre persone che soffrono e che sono in costante aumento. Lei ha l’età delle mie figliole che vivono secondo i criteri del padre nonostante le lievi digressioni che data l’età si possono tollerare.

Nella speranza di non averla turbata, ma solo interessata, le auguro una saggia decisione.

Con .simpatia-Giorgio Chiodi Montegrotto Terme cell. xxxxxxxxx

wwwgiorgiochiodi.it

09/22/2018

Lettera al prof. Piemonti
Gent. prof. Piemonti Lorenzo-
casualmente sono entrato nella Sua “querelle” con Panzironi che potrebbe anche divertirmi se l’argomento non trattasse di una pestilenza come il diabete che nel mentre discettiamo, vede 4 milioni di malati in Italia e circa 350 milioni nel mondo dei quali solo in nel nostro bel paese ne muoiono circa 30000 all’anno, stima sicuramente per difetto perchè come lei insegna, non si muore di diabete , ma delle sue crudeli conseguenze, magari dopo 30/40 anni di speranze e patimenti di ogni ordine e grado che portano i malati alle gravi infezioni, alla dialisi, alle patologie cardiovascolari,ecc… riducendo la loro vita, ad un vero calvario fisico, psicologico e sociale , anche se sostenuta, dopo decenni di ricerche senza esito, dalle stampelle chimiche e protesiche che, oltre che rappresentare un costo enorme per la collettività italiana di 11 mld/annui, denunciano il fallimento della medicina sul versante della terapia che non porta mai alla guarigione. Anche lei professore, nonostante il suo tollerante eloquio, si esprime con sottile sarcasmo e garbata ironia verso coloro che intuiscono e vedono i limiti della medicina e tentano di trovare altre strade per riparare i guasti di questa civiltà scientista che si avvale di teorie mediche concettualmente discutibili. Eppure voglio illudermi che i medici più onesti, non possono essere soddisfatti della farmacologia chimica che preferisce affrontare i sintomi, piuttosto che le cause, senza mai saper o voler fermare lo stillicidio di patologie che invece di diminuire significativamente, sono in aumento esponenziale provocando l’ecatombe dolorosa che non pare impensierire troppo la classe medica. Le tecnologie e le brillanti scoperte possono lenire tanti dolori, ma il medico, deve conoscere e diffondere la vera prevenzione primaria e le terapie alternative che se non sono “scientifiche “ per volontà dei detrattori, ottengono dei brillanti risultati con costi risibili. Il medico ha il dovere di combattere contro le cause primarie e non contro la sintomatologia scambiata (ad arte? )per la malattia, in caso contrario, i costi che sosteniamo per questa sanità, non sono giustificabili e come direbbe il Gino di toscana memoria: é tutto sbagliato…è tutto da rifare! Forse quella di Panzironi (di cui invidio le conoscenze mediche) non sarà la ricetta giusta, ma il suo interessato attivismo divulgativo, apre gli occhi e le orecchie a tanti malati e ai medici più sensibili che cominciano a capire che la cosidetta scienza medica, sul diabete e non solo, non ha ancora capito nulla o giu di li. Le ragioni per quanto affermo? Sono tante! 1)Anche se la sanità è distratta, l’alimentazione spazzatura è una delle maggiori cause di infiammazioni che evolvono in patologie e trent’anni or sono, quando sono stato colpito dal tipo 2, il medico di base escluse tra le cause, l’alimentazione…. 2) La scienza dell’alimentazione è stata la cenerentola degli studi del medico fino ai tempi odierni. Rammento l’esiguità del libercolo “La scienza alimentare” regalatomi da un amico medico che con quell’esame, difficilmente ha potuto capire cos’è il diabete. 3) la cattiva digestione e le conseguenze infiammatorie sono ancora sconosciuite al medico di base. Tutti i diabetici che ho conosciuto, difettano di informazioni precise sull’alimentazione capace di evitare l’insorgere e il progredire del diabete e devono usare l’insulina come salva vita, ben sapendo che ci vuole ben altro… 3) la esasperata specializzazione ha provocato la parcellizzazione dei trattamenti chimici che interagiscono tra di loro. Chiunque avrà potuto sperimentare la varietà delle diagnosi e delle terapie rilasciate da professionisti diversi che in fatto di diabete, brancolano tutt’ora nel buio, se si eccettuano dotte teorie che con la remissione delle malattie hanno poco da spartire. 4) Le alternative ai trattamenti farmacologici non si ricercano, forse perchè non fanno businnes? Il sospetto nell’uomo della strada è forte-.Tante ricerche, pochi risultati e sempre più malati da “trattare” 5) La sintomatologia è scambiata per la malattia ed è combattuta con farmaci dannosi che non eliminando le cause primarie, lasciano il terreno ancora più debilitato e la malattia libera di manifestarsi più gravemente anche in altri tessuti. Chi entra nel tunnel di una malattia degenerativa, non ha speranza di uscirne nonostante le cure farmacologiche e chiacchiere speranzose di luminari che defungono per le medesime malattie che hanno trattato per tutta una vita. 6) La vera prevenzione primaria è ignorata dal medico che adottando le famigerate linee guida, insiste nei trattamenti farmacologici capaci tutt’alpiù di eliminare un sintomo, mai le cause. La vera prevenzione primaria, conosciuta e praticata (sotterraneamente) da migliaia di medici naturopati, non esiste per coloro che dovrebbero avere l’umiltà di ascoltare, imparare e cambiare atteggiamento verso le terapie scientifiche che salvano il fondo schiena dei professori, ma che pure costose a sproposito, vedono le patologie gravi in costante aumento e se la vita media è aumentata, se ne gloriano senza capire l’abisso esistente tra le loro cure e la vera salute del malato. . Se la medicina avesse come scopo la salute vera dell’uomo, potremmo vivere a lungo in serenità, ma ciò pare utopico perchè l’approccio erroneo voluto dalla farmacologia che il medico è obbligato a somministrare e che porta il malato dal chirurgo, dopo decenni di patimenti e di non vita, ottiene il poco lusinghiero risultato di riempire prematuramente gli ospedali e il camposanto, Io sono un arzillo vecchietto e dopo decenni di diabete di secondo tipo, sono riuscito, grazie alla naturopatia e all’opera negletta di decine di medici-igienisti italiani e stranieri, a trovare un metodo,(perfezionabile) monitorato da un decennio, con il quale tengo a bada la iperglicemia che aveva prodotto tanti danni al mio organismo e a fermare alcune patologie allo stadio iniziale. Il tutto, senza ricorrere alla chimica che aborro e tanto meno ai professionisti che brancolano nel buio. Per il diabete di tipo 1, un più umile approccio, senza battaglie ideologiche, potrebbe condurre la medicina a cercare quali possono essere i fattori scatenanti a partire dall’anamnesi dai genitori e prima del concepimento, in modo da invitare i giovani a tenere un contegno più rispettoso della loro fisiologia, imparando ad evitare quelle sostanze che portano inevitabilmente alle modificazioni cellulari che possono inficiare i geni di un nascituro. La salute non si ottiene con le dotte teorie accademiche, ma con paziente puntuale e generosa osservazione verso i sofferenti e capacità di riconoscere e modificare gli errori e il pressapochismo. I malati sono terrorizzati anche se rassegnati, quando, dopo decenni di malattia inguaribile, capiscono che avanzano sempre verso un tragico epilogo, ma non hanno la forza e l’entourage non li aiuta, di ribellarsi e cercare unm’altra strada che esiste quasi sempre, ma essendo demonizzata dai cattedratici, giungono alla fine della vita senza reagire all’insipienza e al’incapacità di chi dovrebbe anzitutto prevenire le loro patologie. Grazie anche a Panzironi per l’apporto divulgativo di stili di vita che con opportune cautele e personalizzazioni, hanno il merito di allungare la nostra serena vecchiaia e combattono, riuscendoci, l’approccio erroneo dellla medicina che agevola il perdurare di pericolose malattie. Con la dovuta comprensione per la classe medica che dovrà rivedere molte delle sue certezze, le invio deferenti saluti. Giorgio Chiodi wwwgiorgiochiodi .it

08/16/2018

Un fatto grave, come il crollo di Genova, richiede nervi saldi e prudenza nelle esternazioni pubbliche. Una tragedia spiegabile solo da puntuali e dotte perizie tecniche, non deve dividere i politici e i cittadini sulle colpe eventuali che non sarà facile individuare. Che ci siano delle mancanze è un fatto certo, ma sarà difficile capire chi ha sbagliato. I materiali oggi sono più evoluti, la tecnologia di 50/60 anni or sono, è sicuramente migliorata, e un ponte progettato per dei carichi di lavoro che sono più che raddoppiati, avrebbe dovuto essere aggiornato dopo controlli più accurati in relazioni alle mutate condizioni di lavoro, peggiorate sicuramente dalle conseguenze di vibrazioni e oscillazioni che possono modificare la tenuta della struttura. Per monitorare tutti i manufatti che hanno raggiunto il mezzo secolo, sarà opportuno aggiornare i criteri dei controlli che dovranno essere più stretti, a costo di abbattere quelle opere che non risultino aderenti alle mutate condizioni statiche e dinamiche. Evitare i futuri crolli, sarà un problema squisitamente tecnico di prevenzione e di rafforzamento di strutture vetuste che in pochi sapranno risolvere, ma dal quale non si dovrà e potrà prescindere, altrimenti è solo accademia.

08/12/2018

Rispondo ad un articolo di repubblica;

Cara Repubblica,
Da un decennio, scrivo inutilmente ai media, segnalando una verità scomoda sulle terapie farmacologiche, sulle cause delle patologie e sulla mancanza di vera prevenzione primaria, ma non vedo ancora un barlume di dubbio sulla capacità della medicina di adottare delle terapie preventive per ovviare alle basse difese dei bimbi (e degli adulti) che in ospedale possono contrarre batteri di qualunque tipo, Ora saranno inquisiti gli operatori invece di mettere sotto accusa i protocolli con i quali si seguita a “trattare” farmacologicamente il corpo umano inseguendo germi e batteri che divengono aggressivi proprio a causa delle sostanze chimiche (farmaci) prescritte senza eccezioni all’intera umanità, comprese le future mamme. Queste sostanze, in concorso ad altre fonti di intossicazione, possono provocare delle infiammazioni che, non contrastate da difese sufficienti, possono dare luogo a infezioni batteriche che si possono contrarre ovunque, ma soprattutto dove la presenza batterica è sempre elevata come negli ospedali. Un terreno corporeo compromesso già dalla nascita, e non in grado di resistere ad eventuale aggressione batterica può reagire con uno shok a volte mortale.
Il difetto sta sempre nel manico. I giovani che tengono a formare una famiglia sana, dovranno disintossicarsi obbligatoriamente prima del concepimento con un cambio dei loro stili di vita che ogni naturopata è in grado di prescrivere.
Cordiali saluti
www.giorgiochiodi.it