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12/05/2020

Cari amici –il grave momento per la nostra salute e per la nostra economia mi induce ad allertarvi sulla reale pericolosità del covid 19 che ci accompagnerà per lungo tempo, probabilmente alcuni anni. Per non restare sconvolti dalla diatriba tra negazionisti che non concordano sulla reale funzione e pericolosità del virus e i rigoristi che ci terrorizzano nei media con notizie incalzanti e quotidiane, vi propongo di riflettere sul video facebook del dr Petrella, che è illuminante e che ribadisce con maggior credibilità di quanto da me affermato e scritto sui miei saggi da alcuni anni sulla presenza dei virus nel corpo umano. Desidero ringraziarlo pubblicamente perché, pur consapevole di suscitare un vespaio nel mondo accademico, non deflette e con coraggio racconta la sua verità su cui concordo. Tenteranno di chiudere la bocca anche a lui, come fanno da molti decenni con coloro che non concordano con la metodologia adottata dalla sanità mondiale che in Italia, ci coercisce in casa e oltre al nostro lavoro e alle nostre sudate vacanze, ci rovina i bei momenti di condivisione sociale familiare e religiosi, senza che esistano motivi razionali o scientifici condivisibili. Inoltre, mi scuso per il mio lungo commento, ma vi assicuro che per essere chiari in una materia così complessa per noi non addetta ai lavori, non è possibile scrivere un commento troppo stringato ed essere compresi da coloro che hanno poca dimestichezza con problemi di salute visti da un’ottica diversa che è diametralmente opposta a quella ufficiale.

Grazie dr Petrella! Grazie a tutti quei medici che hanno il coraggio di parlare chiaro sulla chimica che sottoforma di farmaci o vaccini, ha intossicato il mondo intero da quando la cosiddetta ricerca scientifica ha”scoperto” che con i medicinali, si possono “trattare” i pazienti dando vita alla più colossale bugia del xx secolo. Chi ardisce contrastare questo business miliardario, se medico, pagherà con l’ostracismo più idiota, e con la radiazione. Chi come me non ha titoli accademici, ma solo la sua trentennale esperienza per combattere con successo le patologie familiari e il mio grave diabete senza farmaci e senza insuline, deve subire un ostracismo tanto sottile quanto silenzioso da parte dei media che ho informati della mia attività divulgativa sulla quale è sceso un silenzio illuminante. E’ in atto un disegno mostruoso contro chi denuncia la sanità mondiale che non deflette dal suo errore diagnostico e curativo capace di promuovere il consumo della farmacologia con molecole chimiche che hanno fatto e fanno danni irreparabili ai pazienti di tutto il mondo. Le multinazionali del farmaco hanno eretto un muro impenetrabile che non lascia passare opinioni e lavori contrari ai loro interessi e i governi, forse collusi, quando formati da soggetti limitati e maldestri, hanno promulgato delle leggi coercitive che negano la libertà di cura e sanciscono l’obbligatorietà di protocolli medici demenziali ancorchè ascientifici. E’ un disegno mefistofelico che schiaccia le verità che non sono gradite, protetto dalle leggi che non consentono alternative ai malati i quali, giunti ad un’età non più giovanile, devono pagare la loro paziente fiducia verso la medicina, con patologie multiple irrisolte, sempre più intossicanti e debilitati che devono sopportare fino alla fine dei loro giorni. L’approccio colpevolmente erroneo di questa medicina, pericolosa e inutile perchè sintomatica e non curativa costa carissimo alla collettività che spendeva prima della pandemia, circa 150mld l’anno senza potersi ascrivere il risultato per una società in buona salute. Quest’anno, un governo genuflesso alla commissione medica, cavalca la pandemia ma se le persone più accorte, valuteranno le voci che non hanno interesse a mentire, capiranno in che guaio siamo, non per un virus che non ha colpe, ma per come viene manipolata la verità per impaurire la gente che dovrà vaccinarsi per salvare la propria vita. Dispiace anche che un giornalismo acquiescente sulla bufala, non sappia verificare i dati di mortalità per malattia che l’ISTAT pubblica ogni anno dai quali si evince che muoiono in Italia circa 630000 persone cioè 1700 al giorno di cui più di 9000 di influenza con polmoniti e problemi respiratori, e circa 20000 per infezioni croniche alle basse vie respiratorie. In totale sono circa 30000 persone. Di diabete ne muoiono più di 20000, ciononostante non si sono mai adottati regimi di costrizione come quelli in atto. Inoltre, i morti dichiarati per covid 19, sono tutti molto anziani con patologie croniche pluridecennali che sono tenuti in vita con le stampelle farmacologiche ma che nessuno si meraviglia quando ci lasciano. Dovete convenire che questa presa di posizione del ministero competente è sospetta e provoca facilmente delle critiche su una medicina “d’eccellenza” che non sa curare neppure un raffreddore. Cari lettori e amici, che avete dei familiari malati o dovete convivere con un quadro clinico pericoloso per le molteplici patologie irrisolte, ribellatevi al sistema che vi vuole malati, proteggendo anche i vostri cari dai micidiali vaccini con cui si alterano gli equilibri biologici del meraviglioso organismo umano.
Ai malati che ancora dispongono di energie per cambiare approccio terapeutico, suggerisco di cambiare gli stili di vita con un’alimentazione vegetariana se non vegana, di fare attività fisica costante, di non assumere farmaci di alcun tipo e soprattutto di trovare un bravo naturopata che sarà senz’altro in grado di aiutarvi senza conseguenze a ritrovare la vostra salute perduta.
Al giornalismo di denuncia spetta una verifica sui fatti per scoprire e denunciare un sistema che sta distruggendo la mente ai più deboli, la libertà di una società e la nostra ormai disastrata economia.
Agli operatori sanitari in pensione che si pongono delle domande sulla validità delle cure prescritte ai loro pazienti, chiedo maggior coraggio perché emergano dall’anonimato per denunciare le storture di cui sono stati testimoni e vittime insieme ai loro pazienti e questo per la verità e per il bene dell’umanità intera.
Ai giovani medici che iniziano la loro attività dopo faticosi e lunghi studi voglio rammentare che il medico deve curare per guarire e non “trattare” per il vantaggio economico di grandi gruppi monopolistici che detengono un’immenso potere anche sui media e che intossicano impunemente la società intera
Ai magistrati onesti e sensibili, spetta l’onere di verificare l’operato di una sanità che non la racconta giusta e non svolge il suo ruolo di diagnosi e cura che dovrebbe avere, come fine ultimo, la capacità di prevenire e guarire le patologie anziché trattarle con risultati discutibili.
Ai giovani ricercatori che rischiano la vita nella manipolazione delle sostanze chimiche, chiedo che siano scientificamente studiate le cause primarie delle patologie abbandonando la chimica di sintesi studiata e manipolata per trovare combinazioni molecolari che saranno commercializzate con i nomi più strani ma che avranno sempre un effetto tossico sull’organismo gia provato da un ambiente insano, da un’alimentazione spazzatura e da una psiche che regge sempre meno le storture del sistema di vita odierno.
https://www.facebook.com/1046464682092423/videos/401022981090720

11/27/2020

Svelato il mistero della pandemia? Chiarezza della drssa Dondini sulla inutilità dei tamponi e sulla erronea terapia praticata. A chi giova tutto questo?
Ecco un’altra prova che con il corona virus la sanità mondiale è andata nel pallone nel migliore dei casi o ha fatto bingo se si pensa che “ il grande fratello” formato dai più influenti personaggi che detengono il potere nel globo terracqueo abbia ordito un furbo complotto sanitario per guadagnare trilioni di dollari sulla pelle di miliardi di persone inconsapevoli. Forse non sarà così allucinante la situazione, e il pensarlo, sarà un male, ma a volte ci si azzecca (metafora andreottiana). Il mondo si divide tra coloro che credono in buona fede sull’esistenza di un virus che viaggia in lungo e in largo contagiando la popolazione e chi pensa che i virus non esistano e siano solo un pretesto per fare business. Gli interessi sulla farmacologia sono enormi e questo non piace a coloro che vedono la medicina come una missione, ma il problema è più complesso e non solo economico, bensì soprattutto etico perché non è lecito ad un governo, limitare le libertà di un popolo a causa di un voluto equivoco sulla veridicità della pandemia.
Voglio raccontare di una onesta dottoressa con 30 anni di esperienza che candidamente non comprende perché le autorità gli abbiano imposto di non curare coloro che sono sospettati di essere contagiati e di trasmetterli all’autorità sanitaria che li prenderà in carico, lasciandoli per settimane senza cure adeguate, aspettando il peggioramento che giustifichi il ricovero in ospedale e magari in terapia intensiva dove il paziente sarà trattato con metodologie tanto invasive quanto inappropriate che in molti casi lo porteranno a morte, nonostante le premurose cure degli eroici e inconsapevoli sanitari che devono applicare i protocolli sanitari voluti da chi è sopra di loro nell’ambito della ricerca.
Se i fatti sono questi, sarebbe opportuno che una procura coraggiosa indagasse sulla veridicità della supposta pandemia e sul procurato allarme che ne consegue. Se la magistratura non si muove, dovrebbero attivarsi le associazioni dei parenti dei morti di covid, battendosi per la verità con un pool di avvocati con le palle per una doverosa indagine che possa portare ad una class action che ponga fine a questo orrendo modo di “trattare” la popolazione, con particolare riguardo ai malati che se fossero lasciati in mano dei loro medici curanti che da sempre affrontano le insufficienze respiratorie conseguenti alle polmoniti di vario tipo, la maggioranza di loro, sarebbe guarita senza coinvolgere col terrorismo mediatico l’intera popolazione di un paese, le istituzioni inidonee alla complessità del problema e un’intera economia arrivata al collasso e che rischia di chiudere i battenti di milioni di aziende per sempre, facendo sprofondare il paese nella povertà più colpevole e avvilente.
Cercate di ascoltare e capire tra le righe il messaggio di una dottoressa intervistata da Radio Radio:
Ecco l’intervista della dr.ssa Dondini . Troverete anche il video sulla pagina di facebook

1500 mutuati: né un morto, né un ricovero in terapia intensiva per la Dottoressa Maria Grazia Dondini, Medico di Medicina Generale a Monterenzio, in provincia di Bologna. Un bilancio ottimale le cui spiegazioni possono essere molteplici: bravura, preparazione. Tutto però comincia a cambiare dal 22 febbraio 2020, data nella quale in Gazzetta Ufficiale vengono promulgate dal Ministero le nuove linee guida per fronteggiare l’emergenza coronavirus che di lì a poco avrebbe sconvolto Codogno, la Lombardia, e in seguito l’intera penisola.
Il 22 febbraio è la data in cui il problema coronavirus inizia quindi ad esistere per il Governo, ma SarsCov2 si trovava in Italia da molto più tempo, e con ogni probabilità fino a quel momento era stato trattato dai medici di territorio, quelli che in seguito alle nuove direttive sono stati totalmente accantonati per far spazio ai ricoveri ospedalieri e alle terapie intensive.
Ecco perché, come ha spiegato a ‘Un Giorno speciale’, Maria Grazia Dondini non c’è stata: ha continuato a sentire e a curare i suoi pazienti nonostante le regole “non lo vietassero“, ma di fatto lo disincentivavano.
Preoccupazione, perspicacia e una certa dose di sfiducia nelle nuove regole del Governo hanno spinto la dottoressa a questa “ribellione”, anche perché come riferisce a Fabio Duranti e Francesco Vergovich, le nuove disposizioni “non andavano verso la tutela della salute, ma contro“.
Ecco l’intervista ai nostri microfoni.
“Forme febbrili accompagnate da una sintomatologia respiratoria le vedevamo già da prima di quel 22 febbraio . Da un certo momento in poi abbiamo dovuto dimenticare quello che avevamo fatto fino a quel momento perché trattandosi di un nuovo coronavirus la cui origine non era conosciuta e la cui terapia era inesistente, dovevamo fare denuncia di malattia infettiva al Dipartimento di Sanità Pubblica che prendeva in carico il paziente con una sorveglianza domiciliare, cioè il paziente doveva rimanere a casa fino al momento in cui l’insufficienza respiratoria non fosse stata tale per cui si doveva poi andare in ospedale.
Nell’ordinanza era scritto che doveva essere disincentivato l’accesso dei pazienti agli ambulatori di medicina generale, nei pronto soccorso e, in caso di sintomatologia respiratoria (che veniva ricondotta obbligatoriamente al coronavirus), i pazienti dovevano stare a casa loro isolati.
E’ chiaro che il Ministero non ha vietato la visita domiciliare, ma noi potevamo vedere i pazienti a domicilio, purché avessimo indossato la mascherina FFP2 che non c’era: la ASL mi ha fornito la prima mascherina il 30 di marzo.
Se i pazienti sono poi peggiorati? Certo. Non tutti perché poi ci sono forme febbrili che si vedono tutti gli anni che si risolvono spontaneamente. Il problema erano le complicanze: sono le infezioni batteriche che creano poi problemi e sono varie.
Ad un certo punto siccome si partiva dal presupposto che ci trovassimo di fronte ad una polmonite interstiziale, addirittura mi è arrivata una comunicazione dalla Regione in cui ci si diceva “non mandate i pazienti a fare la radiografia del torace, perché non è diagnostica per polmonite interstiziale”. Cioè se il medico aveva un sospetto diagnostico per esempio per una polmonite alveolare, non aveva la possibilità di una conferma diagnostica mandando il paziente a fare la lastra.
Sono state messe in atto procedure che sicuramente non hanno giovato alla salute dei pazienti.
Passavano 7-10 giorni prima che la situazione non fosse tale da richiedere il ricovero ospedaliero. I pazienti telefonavano al 118, gli chiedevano come stavano e se avevano un po’ d’affaticamento si rispondeva “aspettiamo ancora un po’”.
In coscienza io mi sono sentita di andarli a vedere questi pazienti: c’è un rapporto di fiducia. I risultati sono stati che – io ho 1500 assistiti – non ho avuto un decesso e nessuno è entrato in terapia intensiva.
Non sono la sola, anche una mia collega di Bergamo ha avuto gli stessi risultati.
https://www.radioradio.it/2020/11/regole-ministero-sbagliate-covid-pazienteterapia-intensiva-denuncia-dondini-coronavirus/

Ovviamente la dottoressa sarà redarguita, forse punita per non aver adottato i protocolli di cura che non solo non guariscono, ma che sono probabilmente essi stessi una delle cause che provocano conseguenze gravissime che la dottoressa associa al virus, ma che chi come me osserva le malefatte della medicina da decenni, considera deleteri in tutte le patologie dove sono adottati. Non credo si possa tollerare ancora questo strapotere che provoca dolore e morte impunemente. Inoltre, è imperativo arrivare alla libertà di cura in modo da preservare quei medici che sono stanchi di non poter curare e guarire i propri pazienti dovendo adottare delle metodiche invasive protette dalle leggi vigenti che dovranno essere prima abrogate e poi riformulate. Tutti dovremmo attivarci, nel proprio ambito, per difendere quei medici come la dottoressa Dondini e tanti altri che con coraggio e professionalità, si oppongono alla falsità e alla pericolosità di certe terapie ufficiali imposte.

09/08/2020

Tra chi è contro e chi è pro, accuse decennali di strabismo scientifico, dove la gran parte della scienza medica, contesta ai detrattori scarsa o nulla scientificità in chi non è d’accordo con la tesi ufficiale che, badate bene, bolla di ascientificità anche fior di studiosi e scienziati che contestano la validità degli assunti ufficiali. Non basta per essere credibili appartenere alla cosiddetta comunità scientifica che non sempre ha avuto ragione in passato e che maschera anche gli insuccessi con motivazioni che negano il pensiero divergente anche di coloro che appartengono alla loro comunità che sono sempre estromessi anche con infamia, subendo l’ostracismo più becero per indurre i transfughi del “pensiero unico”. a più miti consigli. Invece di discutere e verificare il pensiero diverso, si preferisce distruggere la carriera di colui che non è d’accordo. Simile metodologia, sarebbe più accettabile in un regime come la ex urss, piuttosto che in un consesso di scienziati che dovrebbero avere una sana curiosità sulle tesi avverse.
Cosa ci sia di scientifico nella ricerca medica, verrebbe da chiederlo a chi cavalca questa “certezza” che di certo non ha nulla, se non la pericolosità dei protocolli medici che lungi dal prevenire delle patologie, colpiscono dei sintomi o dei germi con una farmacologia dichiaratamente sintomatica che MAI cura e guarisce, ma tutt’alpiù sopisce dei sintomi, fatto gravissimo perchè induce il medico a credere di aver fatto centro, a prescindere se nel frattempo, la patologia non curata nelle sue cause, riesce a danneggiare altri tessuti che saranno trattati a loro volta con altri farmaci. Il medico di base, anch’egli una vittima di questo sistema, non è stato preparato dai suoi studi a collegare l’attività pericolosa della chimica di sintesi che trattato un sintomo, con i suoi danni collaterali, ne provoca degli altri. D’altro canto, il malato che vede attenuarsi un sintomo, non collega le nuove patologie nè al farmaco assunto, nè all’interazione di questo con altra chimica assunta a dovizia per le varie cause che colpiscono la gente nel corso di una vita di triboli trascorsa tra un ambulatorio medico ed un centro di analisi se non direttamente in ospedale dove finiamo tutti, prima o poi. Se avete tempo e voglia, analizzate le tabelle di mortalità dell’ISTAT e vi renderete edotti, forse con meraviglia che ogni anno, solo in Italia, muoiono circa 620000 persone(1600 al giorno ), per lo più anziane, per cause di malattia. E veniamo al fatto:
Trovato il sito di un’organizzazione scientifica dal nome promettente “OGGI SCIENZA”ho voluto interloquire nel peregrino tentativo di allertare gli scienziati che vi lavorano, sull’anacronistica credenza che se una teoria proviene dall’ambito scientifico più accreditato, è verità assodata e indiscutibile. Eppure sanno che non c’è una teoria medica che resista al vaglio del tempo e che gli ospedali e i cimiteri sono zeppi di povera gente che le teorie scientifiche e i protocolli hanno portato prima dal chirurgo e poi al camposanto prematuramente.
Pur sapendo che questo testo, non sarà letto da nessuno, ho voluto compiere il mio dovere ancora una volta ed ho commentato un loro post con tutta la comprensione di cui sono capace, non tanto per modificare il loro pensiero immutabile, ma per allertare voi lettori sulla pericolosità di una cultura medica che adotta il cannone per colpire un batterio, senza interessarsi alla cause primarie che provocano le patologie, forse per non essere indotti a conoscere e a praticare una vera prevenzione primaria che renderebbe inutile il lavoro di centinaia di migliaia di addetti sanitari e ricercatori, ancora chinati sul microscopio, magari ala ricerca di un vaccino per il cancro…

Il mio commento a Oggi Scienza.

ottantenne, sono decisamente contrario alla vaccinazione in generale, tanto più se obbligatoria, non per scelta ideologica, bensì per la convinzione che il corpo umano, meraviglioso ineguagliabile laboratorio chimico, non abbisogni di molecole chimiche esogene per funzionare bene, a lungo ed in buona salute. Sono convinto che la vaccinazione non abbia un senso neppure in una comunità arretrata dove la vita media sia molto bassa a causa di sporcizia e di alimentazione non sufficiente e/o mancante di elementi nutritivi essenziali, ma nei nostri paesi civilizzati, gli alimenti ci sono in abbondanza, tanto è vero che provocano iperalimentazione, con conseguente inaccettabile obesità, preludio di gravi patologie. Ma le conseguenze peggiori che ammalano l’intera popolazione mondiale, dipendono per un’elevata percentuale, nella cattiva quantità e qualità degli alimenti , per la loro processazione, per errata combinazione, per la presenza di numerose sostanze chimiche immesse nei cibi, per la chimica immessa negli animali e nei vegetali con cui ci nutriamo, e infine, per l’interazione chimica di tutte le molecole di sintesi chimica formanti composti indesiderabili che rendono impossibile la digestione dei cibi e la loro utilizzazione ai fini energetici, anche se, per tranquillizzarci, i produttori adottano le linee guida sui singoli elementi, senza tener conto della sommatoria pericolosa di tali molecole.
La specie umana non necessità di cocktail chimici e tanto meno di vaccinazioni, purchè si attui una seria prevenzione primaria che fortifichi l’uomo fin dall’infanzia, proteggendo , anzi esaltando le sue difese immunitarie che la madre accorta e consapevole, gli ha dato con il suo latte e con il suo amore materno.
Mi spiace che invece di percorrere questa strada, ragionevole e sicura, si seguiti a seguire una prevenzione secondaria con pericolose sostanze chimiche sintomatiche (farmaci) cui si aggiungono le vaccinazioni che, forse non produrranno l’autismo, ma che è ragionevole supporre, siano una pericolosa concausa all’indebolimento e all’avvelenamento del tessuto umano. Non credo nel complottismo, ma se le mie non sono farneticazioni senili, auspico che OGGI SCIENZA e tutti coloro che credono nella verità, si facciano promotori di un seria analisi critica sull’uso e sull’abuso indiscriminato della chimica alimentare e farmacologica, fatto meritorio che potrebbe portare ad un uso più consapevole della chimica nell’ambiente che si mostra sempre più ostile.